Storie e news

Eccoci

Eccoci

Brevi racconti, un po’ di noi, un po’ del nostro mondo, un po’ del nostro progetto.

Eccoci qui! Iniziamo l’avventura il 13 novembre 2021, non ci conosciamo tutte, ma il legame si instaura subito, con forza e tenacia, portiamo avanti il nostro progetto: condividere un vissuto e trasmettere un messaggio di positività!

Daniela Invernizzi

“Era la notte tra il 4 e il 5 febbraio del 2018 quando mi accorsi che c’era qualcosa che non andava nel mio corpo. All’intercessione di Sant’Agata ho attribuito la scoperta “casuale” di un tumore al seno, il terzo per me, dopo un lungo percorso iniziato nel 1998, quando avevo 32 anni. Gli interventi chirurgici, le faticose cure chemioterapiche e radioterapiche, l’accettazione dei cambiamenti del corpo, la sofferenza fisica e psicologica, la guarigione, mi hanno fatto riflettere sul mio percorso di vita tra salute e malattie.

L’aver visto nel corso degli anni quanti progressi abbia fatto la ricerca scientifica e conoscere l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce hanno fatto nascere in me il desiderio forte di restituire qualcosa, onorando il dono della vita che mi è stato concesso. È nata così l’idea di fondare un’associazione: l’incontro con donne anch’esse colpite dalla malattia e con donne speciali e sensibili al tema dei tumori, ha permesso di dare forma a questo profondo desiderio, allo scopo di sostenere la ricerca scientifica e proporre percorsi di benessere. “Agatha in cammino” è per me la concretizzazione di un sogno. Esserne presidente mi gratifica immensamente spronandomi in quell’impegno necessario a sostegno delle “Agathine” in rinascita!”. 

Rossana Sirtori

“Agatha in cammino mi fa pensare a mia mamma e, come lei, a tante altre donne che, nel loro percorso di vita, hanno incontrato la malattia. Le vedo un po’ come delle guerriere: a volte mi domando dove trovino l’energia per affrontare la malattia e sostenere cure che sono certo facili. Mia madre ha fatto tante battaglie, a prescindere dall’esito e non ha mai perso la speranza di guarire. Donne come lei meritano di essere appoggiate: è magari un piccolo gesto, ma il poco è meglio di niente. Da quando mia madre è guarita, mi sento in debito nel dover restituire qualcosa e se la ricerca non avesse fatto tanti progressi, l’avrei persa anni fa. Da parte mia il sostegno alla ricerca è comunque meritevole”.

Michela Mauri

“Un pomeriggio di settembre, un bar e tre donne. Quando Daniela e Rossana mi hanno presentato l’embrione di quella che sarebbe diventata l’associazione, ho percepito nelle loro parole una forte determinazione, che è stata decisiva per unirmi a loro, dopo un’accurata riflessione. Per me Agatha in cammino sono donne come loro che hanno combattuto contro un male, hanno vinto e ora rinascono. Come un campo di fiori primaverile, ciascuna, con le peculiarità che le sono proprie, riesce a riemergere dall’inverno buio e freddo e a dare colore al prato della vita. Sono l’emblema della resistenza e della tenacia. Agatha in cammino è una parola calda, un abbraccio, una carezza all’interno di una rete formata da donne che anzitutto sanno tenersi per mano e avanzare insieme”.

Margherita Re

“Mi sono ritrovata a far parte di Agata in cammino all’improvviso: mia mamma mi ha chiamata per comunicarmi di essere pronta a costituire un’associazione e mi ha chiesto si farne parte. Era il giorno prima della firma dell’atto costitutivo: ho accettato perché sono contenta che mi includa in un percorso dato da un evento, che, seppure la riguardi così da vicino, non è mai stato centrale nelle dinamiche della nostra famiglia: non ricordo infatti i primi momenti della malattia, quelli più pesanti segnati da diagnosi e dall’operazione chirurgica. In generale non è un tema che con noi figli è stato condiviso più di tanto, in parte perché eravamo piccoli, in parte perché mia mamma è una persona che non manifesta le emozioni che la coinvolgono in prima persona, non tanto per chiusura, quanto per una propensione molto intima a soffermarsi su se stessa. Per questo motivo sono stata felice di accettare e firmare. Spero di poter essere d’aiuto in qualche modo per il gruppo, malgrado non abbia alle spalle un’esperienza di vita né lunga né particolarmente articolata. Da questo percorso vorrei ricavare una maggiore consapevolezza di ciò che ha segnato e ancora coinvolge la vita di mia mamma: penso che sarebbe molto utile al rafforzamento del nostro rapporto, soprattutto per quanto riguarda la mia prospettiva su alcune cose che ancora sento un po’ lontane da me”.

Anita Mottura

“Camminare, correre, nuotare, muovermi nella natura sono state e sono per me medicina pura. Muovermi e dunque sentire il corpo vivo e reattivo alla fatica sportiva mi faceva sentire e diventare forte. Mi accorgevo che il fisico e la mente erano sempre più un’unità. Questo equilibrio raggiunto mi aiutava a guarire e ancora oggi mi accompagna nel quotidiano e mi aiuta a vivere. Questa è l’esperienza che desidero trasmettere e il motivo della mia adesione all’associazione”.

Daria Orfeo

“Agatha è per me la possibilità di rendere concreto il mio desiderio di fare qualcosa, portando il contributo della mia esperienza di paziente oncologica. Spero di essere di aiuto a far comprendere che, anche quando una persona attraversa una malattia, rimane la vita, che vale la pena vivere, senza vivere l’attesa di momenti migliori. L’idea che siano le camminate il mezzo principale per raccogliere fondi e sostenere piccoli progetti mi entusiasma perché nel movimento vedo concretizzarsi anche l’incontro tra persone, storie ed esperienze. La condivisione e il confronto sono per me indispensabili perché da soli si vive cercando una direzione, ma nell’altro si ritrova se stessi. E io ho un forte bisogno di incontro, per non perdermi”.

Laura Patrucco 

“L’esperienza di vita mi ha offerto la possibilità di progettare prospettive diverse. La condivisione con le persone mi ha regalato la consapevolezza di quel valoriale che conta e di quanto sia possibile trasformare il vissuto in vita riabilitata al nuovo. La voglia di consolidare le forze mi ha avvicinata al mondo dell’associazionismo nel 2018 come paziente esperto EUPATI e advocate, prima con l’associazione Onconauti poi in ROPI, Rete Oncologica Pazienti Italia e oggi in ASSD, Associazione Scientifica Sanità Digitale, di cui sono componente del direttivo. Sono percorsi in cui ho ritrovato l’importanza della ricerca clinica condivisa con i pazienti e l’essenzialità di una comunicazione guidata e formata per relazionarsi con gli interlocutori sanitari. Convinta sostenitrice del dialogo partecipato e includente, sono studiosa di filosofia del digitale, nell’idea di promuovere una salute allargata. La mia presenza qui è un’esperienza sfidante per me stessa, in cui coltivare il concetto dell’innovazione sociale in termini di solidarietà, pensando al risultato comune a prescindere. Agatha in cammino vorrei potesse rivoluzionare il campo delle emozioni, delle attività, delle relazioni attraverso il salto della siepe rappresentata dalle nostre difficoltà di trascorsi importanti. È un senso di comunità per creare un’identità di luce, in autenticità, semplicemente ma con passione. Agatha in cammino è importante per continuare a credere che, se puoi sognarlo, puoi realizzarlo, creando nuovi cerchi di vita che si trovano e si contaminano virtuosamente. Agatha è un vero cammino di re-vita. Parole d’ordine: ispirare ed ispirarmi”.

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